Partiamo dal fatto che l’assegno al nucleo familiare, non è una prestazione automatica. Questo significa che il lavoratore dipendente o chi ne ha diritto deve fare richiesta per ottenerlo. La domanda a seconda dei casi, come potrete legge nei paragrafi sottostanti,  va presentata al datore di lavoro o all’INPS e viene erogato poi mensilmente (o periodicamente come nel caso di colf e badanti ad esempio) sempre sulla base del nucleo familiare e del suo reddito. Potrebbe succedere che il lavoratore si dimentichi di fare domanda. Questi comunque non ne perde il diritto già da subito, ma seguendo una procedura appropriata, potrà ottenere gli arretrati ANF fino a 5 anni indietro.

Come si fa a richiedere gli assegni familiari arretrati

La richiesta di ANF arretrati va effettuata compilando il normale modulo per la richiesta degli Assegni Familiari SR16 ANF/DIP o ANF/PREST, di solito sarà cura del datore di lavoro, fornire il modulino SR16 ANF/DIP.. o se così non fosse basta scaricarlo da internet o chiedere ad un patronato.Bisogna quindi avere a disposizione i dati relativi al reddito riferito all’anno della richiesta, la composizione del nucleo familiare, la Ragione Sociale dell’azienda a cui si presenta la domanda di arretrati.

Esempio: in genere si chiedono dal 1 luglio del 2016 al 30 giugno del 2017, quindi di riferimento i redditi saranno quelli del 2015, perché all’atto della richiesta, ancora LA CU dell’anno 2017 non l’avete ricevuta. Ma può capitare che lavorando dal 1 marzo 2016 fino al 30 giugno 2016, non avete fatto la richiesta nei periodi prestabiliti, quindi in quel caso la si farà soltanto dal 1 Marzo 2016 data di assunzione al 30 giugno, perché in seguito, come sopra descritto dal 1° luglio andrà consegnata una richiesta nuova.

Tutta la procedura si semplifica ovviamente se il datore di lavoro è sempre lo stesso, problemi invece potrebbero sorgere per aziende presso le quali non si lavora più. Potrebbe capitare addirittura che l’azienda sia cessata o addirittura fallita. Gli ANF arretrati in questo caso non sono persi, ma la procedura si complica. E’ sempre meglio valutare attentamente se è conveniente o meno fare la richiesta, anche perchè non tutte le aziende sono disponibili a venire incontro ai lavoratori. Vedremo in seguito come fare.

Quando gli assegni familiari o la richiesta Anf non è più possibile presentarla?

E’ bene sapere che gli ANF arretrati si possono richiedere entro 5 anni dalla loro maturazione. E’ quanto ha affermato l’INPS con circolare n. 110/1992 art. 21 che dice: il diritto del lavoratore alla percezione dell’assegno si prescrive nel termine di cinque anni.

Il termine di prescrizione degli arretrati assegni familiari di 5 anni, decorre dal primo giorno del mese successivo a cui l’assegno si riferisce. Le richieste di arretrati relativi agli assegni al nucleo familiare possono quindi essere accolte per i periodi compresi nei cinque anni precedenti la data in cui viene formulata la domanda.

La prescrizione di 5 anni per la richiesta di arretrati è interrotta:

  • se vi è un’intimazione dell’Ispettorato del Lavoro al datore di lavoro;
  • in caso di richiesta scritta del lavoratore al datore di lavoro o all’INPS o all’Ispettorato del Lavoro.

Arretrati assegni familiari dipendente licenziato

E’ bene sottolineare, come anticipato sopra, che il lavoratore può richiedere gli assegni familiari arretrati fino a 5 anni indietro, anche se non si è più alle dipendenze dell’azienda. In questo caso si parla di arretrati assegni familiari vecchio datore di lavoro.

Questo significa che anche se non si è più alle dipendenze di una azienda, si possono comunque richiedere gli arretrati ANF nel limite di prescrizione dei 5 anni. Discorso diverso in caso di richiesta arretrati assegni familiari ditta cessata. In questi casi bisogna vedere se l’azienda è ancora in liquidazione o è fallita.

  • se l’azienda è in liquidazione si possono richiedere gli arretrati al liquidatore;
  • se l’azienda è stata dichiarata fallita, gli arretri ANF possono essere richiesti all’INPS (modello ANF/Prest).

In ogni caso è bene farsi assistere da un patronato o un professionista per questa delicata pratica.

Gli assegni familiari  arretrati, sono obbligo del datore di lavoro nuovo?

Resta comunque inteso che in caso di domanda l’azienda è tenuta a versare gli arretrati ANF, quindi in caso contrario ci si può appellare all’ispettorato (DPL TERRITORIALE) o al giudice del lavoro.

La cosa più utile dal mio punto di vista è sempre di farsi fare queste pratiche da chi è esperto della materia, quindi da un patronato  che ci aiuterà a compilare al meglio tutti i moduli ed evitare di commettere errori.

Assegni familiari arretrati sulla NASPI come richiederli.

Gli assegni familiari sulla NASPI, consiglio sempre di richiederli tramite un patronato, che vi rilascerà ricevuta, che certifica l’avvenuta consegna dei documenti necessari, attraverso il canale on line.

Avvertenze e novità per i datori di lavoro e Consulenti del Lavoro

In caso di richiesta di assegni familiari arretrati, soprattutto se questa è riferita ad un periodo di tempo lungo, ci si può trovare davanti a cifre molto elevate. Fino al 31 ottobre 2017, per qualsiasi cifra la procedura di recupero tramite Uniemens e DM10, ben conosciuta da chi si occupa di pagne e contributi, era sempre la stessa.

Con  messaggio 4283 del 31/10/2017 l’INPS invece ha fornito ai datori di lavoro diverse indicazioni per richiedere il conguaglio degli arretrati per l’ANF. la richiesta va comunque fatta tramite il flusso UNIEMENS di competenza e per ogni singolo dipendente, ma solo entro un tetto massimo di 3.000 euro di ANF arretrati spettanti.

Per importi oltre i 3000 euro invece non sono conguagliabili in unica soluzione, ma potranno essere effettuate utilizzando esclusivamente flussi di regolarizzazione con indicazione del codice causale “L036” e il totale dell’importo. Un ulteriore grattacapo quindi.

Sono comunque in arrivo delle novità su questo fronte. Infatti a breve tutta la procedura dovrebbe essere semplificata andando a liberare il consulente del lavoro che sarà esonerato dalla ricezione e controllo della documentazione. Sarà l’INPS a occuparsi di questo passaggio e il Consulente del Lavoro dovrà quindi solo inserire gli importi con i relativi codici. E’ quanto emerge da un recente tavolo tecnico INPS-CdL di fine aprile 2018.

vi consiglio di non scaricare moduli da internet, ma di recarvi ad un patronato, perché gli stessi moduli potrebbero non essere aggiornati.

Quando vi recate al patronato ricordate 3 cose

  1. codice fiscale e carta di identità di tutti i componenti della famiglia
  2. ultima busta paga
  3. tutti i redditi familiari (CU)

PER ALTRE INFORMAZIONI, TROVERETE I NOSTRI NUMERI DI TELEFONO SUL SITO.

 

MARCELLO MANNO